Il mondo giovanile e la precarietà del lavoro, sullo sfondo di un “pulp” in cui la violenza si mescola con la solitudine. È in questo scenario degradato che alcool e violenza diventano insieme via di fuga e di riscatto dalla prigione della quotidianità. L`azione si svolge in un`officina ai margini desolati di una metropoli, dove tre giovani meccanici e il loro datore di lavoro stanno celebrando in forma di festa la definitiva chiusura del luogo in cui sino allora si era pur precariamente realizzata la loro esistenza, quando da un mondo lontano capita per caso tra di loro uno strano cliente. La sua macchina si è guastata, ma lui ha fretta di consegnare una misteriosa valigetta che porta sempre con sé. Tra iperrealismo e esasperazione al limite della follia, il clima si fa ben presto incandescente. Sino al punto di lasciar trasparire il fantasma di una possibile lotta di classe, sotto la trama subito dichiarata dello scontro generazionale. Un testo insieme duro e divertente, scritto con uno sguardo a Quentin Tarantino e uno al mondo giovanile cui appartiene Marco Taddei, attore diplomato alla Scuola di Recitazione dello Stabile di Genova e già autore di Iris, testo messo in scena dalla compagnia Nim.