Le "ondulate" Colline Marchigiane tra Montegiorgio, Monte Vidon Corrado, Montappone e Massa Fermana sono incise da fossi che scendono verso valle a confluire nell'Ete Morto percorrendo anse in mezzo al tipico paesaggio agrario dell'entroterra. Il Fosso della Rota prende il nome dalla contrada da cui origina e nella parte iniziale passa per "lu Vullicaru", un vulcanello di fango analogo ad altri della zona, per poi attraversare una suggestiva forra e confluire quindi nel Fosso Tarucchio. Di questo si può seguire il corso con piacevoli sentieri un tempo percorsi da carri in uno splendido ambiente naturale dove prevale la vegetazione ripariale fino alla "Chiusa", il salto d'acqua che alimentava l'antico mulino idraulico.
Massa Fermana è uno dei paesi del distretto del Cappello, un tempo realizzati con la paglia e oggi "attività artigianale" conosciuta nel mondo a cui è dedicato il museo allestito nella bellissima Porta sant'Antonio, l'antico accesso al castello del XIV secolo. Il piccolo e curato borgo conserva un patrimonio artistico notevole a partire dalla prima opera marchigiana di Carlo Crivelli, il polittico del 1468 all'interno della parrocchiale in cui è anche una tavola del fratello Vittore e una tela di Sebastiano Ghezzi oltre alla pinacoteca con opere di Gian Andrea de Magistris, Durante Nobili, Vincenzo Pagani e reperti archeologici. Sul vicino Monte Stalio si trova il convento francescano con la chiesa del XIII secolo e il bosco secolare.