Martedì 26 maggio alle ore 20,45il Gruppo Fuoritempo insieme a Arci Pesaro Urbino, la Campagna Palestina Solidarietà e con il patrocinio gratuito dell’Amministrazione comunale di Mondavio, invitano all’inaugurazione della mostra “Be my voice: un diario per Gaza” presso la Biblioteca comunale “prof. Sebastiano Dominici” di San Michele al Fiume con Marcella Brancaforte (illustratrice), AlHassan Selmi (giornalista e autore dei testi, recentemente uscito da Gaza) e Raffaele Oriani (giornalista e autore del libro “Gaza, la scorta mediatica”.
La mostra Be my voice nasce dalla corrispondenza quotidiana tra il giornalista palestinese Alhassan Selmi, chiuso a Gaza mentre racconta il genocidio in diretta, e l’illustratrice italiana Marcella Brancaforte che cerca, da lontano, di dare un’immagine alle sue parole. Le immagini analogiche su carta cercano di raccontare alcuni momenti del trauma dell’occupazione nella striscia di Gaza. Gli autori hanno iniziato a redigere questo diario quotidiano e non si sono più̀ fermati per narrare il genocidio agli occhi del mondo per rompere il silenzio.
Marcella Brancaforte, illustratrice, collabora con periodici e case editrici. Dal 2010 è co-curatrice di Librimmaginari, festival del disegno e del libro illustrato. Insegna illustrazione al liceo e in altri contesti, e realizza progetti che espandono l’immagine in azioni performative e audiovisive.
Alhassan Selmi è nato a Gaza. Laureato in Comunicazione sui Media presso l’Università̀ di Al Aqsa, lavora come fotografo e videomaker dal 2009. Dal 2023 collabora come giornalista sul campo per diversi canali esteri. Per i media italiani ha lavorato, tra l’altro, per il film Erasmus a Gaza (2021) e per il servizio Tra le macerie di Gaza per Report su La7 (2023). Nel 2025 è stato insignito del premio Colombe d’Oro per la Pace da Archivio Disarmo.
La serata sarà ulteriormente impreziosita dalla presenza del giornalista Raffaele Oriani e autore del libro “Gaza, la scorta mediatica”.
La scorta mediatica è il potere della stampa libera di proteggere chi viene preso di mira da un gruppo criminale, e si fa mantenendo l’attenzione dell’opinione pubblica sull’individuo a rischio. Il silenzio, infatti, lo lascerebbe scoperto e facile preda dei criminali. Quindi, prosegue l’autore riferendosi allo sterminio in corso a Gaza, se non ci facciamo sentire, se evitiamo che i nostri lettori conoscano la realtà che anche lo storico israeliano Raz Segal ha definito “Un caso da manuale di genocidio” noi, che ci definiamo stampa libera dell’Occidente, ci facciamo complici poiché “abbiamo in mano l’interruttore per fermare o mitigare i massacri. E non lo stiamo usando”. Oriani ci fa sapere che un imperativo etico l’ha spinto a dimettersi dalla collaborazione con il Venerdì di Repubblica proprio per non sentirsi complice dello sterminio in atto.
L'iniziativa vede la collaborazione di: Anpi Valcesano; Auser San Lorenzo in Campo; Avis Mondavio; Centro Caritas Interparrocchiale di zona; SPI CGIL; Cometa Biblioteche; Confluenze Senigallia; Donne in Nero Fano; Ecovolontari Mondavio; Gruppo Pace e Disarmo Fano e Pesaro; Fondazione I Care ancora onlus; Liberamente Colli al Metauro; La Lupus in Fabula; Mediterranea Pesaro; Parrocchia San Michele al Fiume; Ufficio Migrantes Diocesi Fano; Università per la Pace Marche.
La mostra rimarrà visibile fino al 30 maggio nei giorni e negli orari di apertura della Biblioteca comunale.